La Chiesa principale è dedicata alla patrona S. Giusta la cui festività si celebra il 14 maggio.
La chiesa è stata realizzata nel 1500 in stile gotico catalano.
Il 17 novembre si celebra la festa in onore di S. Giusta in ricordo dell’alluvione del 1898. In tale evento molti cittadini ebbero modo di sottrarsi dalle zone allagate rifugiandosi all’interno della Chiesa, eretta in una parte sopraelevata rispetto ai terreni circostanti.
Sempre a maggio si festeggia S. Isidoro, protettore degli agricoltori. In tale occasione sfilano gruppi folk e i carri in cui sono ricostruiti momenti di vita tradizionale legata al mondo agropastorale.
L’8 settembre si svolgono i festeggiamenti di in onore di S. Maria che richiama numerosi pellegrini da vari paesi. I festeggiamenti durano 3 giorni con un bello spettacolo pirotecnico e con l’esibizione di cantanti famosi. E’ possibile inoltre svagarsi nel Luna Park, acquistare tantissimi prodotti nelle bancarelle dei vari commercianti o gustare arrosti di carne e muggine nelle tradizionali locande.La domenica successiva c’è la Festa del Malato, che si svolge sempre nel Santuario romanico di S. Maria, ricorrenza anche questa che vede la presenza di tantissime persone.
Nel mese di Agosto, nelle giornate di venerdì, sabato e domenica successive al giorno di ferragosto, si celebra la festa di S. Lucia (Santa Luxia de monti) nella chiesetta campestre costruita poco prima delle località Guttureddu e Gutturu Mannu.
Feste religiose: Santa Giusta, 14 Maggio
Sant’Isidoro, Maggio
Santa Lucia, Agosto
Santa Maria, 8 Settembre
SS Emerenziana e Flaviana, Settembre
L’Assunta, 15 Agosto
Anticamente venivano festeggiati anche altri santi tra cui San Leone (Santu Lioi) i cui resti dell’antica chiesetta sono ancora visibili nell’omonima località ormai inglobata nell’agglomerato urbana. Era invocato per propiziare le piogge nei periodi di siccità. Si narra che durante un prolungato periodo di siccità, in una giornata di terso sole, con il cielo senza nuvole, la popolazione fece una processione solenne a piedi per la campagna portando la statua del santo e pregavano invocandone i favori per far arrivare la pioggia, recitando “Santu Lioi, fai proi” (San Leone fai piovere). Durante il ritorno, il cielo si coprì di nubi nere e minacciose e si scatenò un intenso nubifragio che inzuppò completamente i fedeli. Da allora, per prudenza, pare che si smise di invocare il santo.